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Raccomandazione OCSE sull’alfabetizzazione finanziaria. Il commento del direttore Annamaria Lusardi

Raccomandazione OCSE sull’alfabetizzazione finanziaria. Il commento del direttore Annamaria Lusardi

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Di seguito pubblichiamo il discorso pronunciato da Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, in occasione del webinar di presentazione della Raccomandazione OCSE sull’alfabetizzazione finanziaria che si è tenuto il 18 gennaio 2021.

"Desidero ringraziare la Delegazione Permanente dell’Italia presso l’OCSE per aver organizzato questo evento e il Sottosegretario Baretta per essere qui con noi oggi, per il suo discorso iniziale, e per il continuo supporto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha offerto al Comitato.
Per chi non lo sapesse, la casa del Comitato è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, lì risiede il nostro ufficio e l’amministrazione connessa al Comitato e devo dire che una delle cose che mi sono mancate di più in questi mesi sono state non solo le visite al MEF, ma anche passare dall’ufficio del Sottosegretario per un breve saluto o per un consiglio.
Ed è un grande piacere avere con noi oggi Chiara Monticone in rappresentanza dell’OCSE.

Ci vogliono leader visionari per abbracciare e promuovere l’alfabetizzazione finanziaria; i suoi benefici si vedono solo nel tempo e spesso nel lungo periodo. Questo è stata l’OCSE, possiamo definirla un ‘leader visionario’.

Oggi, con la Raccomandazione sull’alfabetizzazione finanziaria, l’OCSE ci offre uno strumento per indirizzare le politiche nazionali, raccogliendo in un unico testo quattro precedenti raccomandazioni e aggiornando la sua visione al passo con l’innovazione digitale, favorendo: l’inclusione finanziaria, la tutela dei consumatori, maggiori competenze e conoscenze tra tutti i segmenti della popolazione, l’utilizzo consapevole e responsabile di prodotti e servizi, decisioni e scelte finanziarie maggiormente informate.  

Le crisi hanno dato un grande impulso all’educazione finanziaria, ma io continuo a ripetere che l’educazione finanziaria non è una risposta alla crisi ma al mondo che cambia. Le crisi rendono l’educazione finanziaria più urgente, perché mettono bene in evidenza i costi dell’ignoranza finanziaria.

E fu ancora una volta l’OCSE ad indicare ai sistemi scolastici nel mondo che oltre al sapere leggere, alla conoscenza della matematica e della scienza, i quindicenni devono avere anche delle nozioni di base della finanza per poter partecipare alla società. Già dal 2012, l’alfabetizzazione finanziaria entra fra i temi OCSE-PISA.

Fin dall’inizio, il lavoro del Comitato, che ho l’onore di guidare, ha basato le attività sulle indicazioni offerte dall’OCSE, e sulla raccolta dei dati fatta non solo per i quindicenni ma anche per gli adulti. Dai confronti internazionali dell’OCSE, ai dati raccolti dalla Banca d’Italia e dalla Consob, ai nostri dati raccolti insieme alla Doxa la scorsa primavera emerge la bassa-- e possiamo dire troppo bassa-- conoscenza finanziaria degli Italiani. E se la conoscenza è bassa in generale raggiunge livelli preoccupanti tra gruppi che possiamo considerare già vulnerabili, come i giovani, le donne, chi abita al Sud e nelle isole, e chi ha un basso livello di istruzione e di reddito.

Ma se c’è qualcosa che abbiamo imparato da questi 3 anni di iniziale attività è che le statistiche non sono il nostro destino, che si possono cambiare, con l’aiuto di tutti. Durante il Mese dell’educazione finanziaria, che il Comitato promuove ad ottobre e che nel 2020 si è svolto per il terzo anno, abbiamo visto iniziative che hanno la potenzialità di trasformare la conoscenza finanziaria nel nostro Paese.

Il contesto in cui dobbiamo operare sta cambiando rapidamente, ed ora più che mai è importante programmare il lavoro del prossimo triennio rafforzando governance ed organizzazione interna, come viene suggerito nella Raccomandazione, coinvolgendo il maggior numero possibile di stakeholder, considerando le nuove esigenze e carenze nazionali, puntando al raggiungimento di obiettivi specifici, sperimentando programmi per la scuola e gli adulti, ed infine monitorando e valutando i risultati raggiunti.

Con il progredire della pandemia, sempre di più l’educazione finanziaria deve coniugarsi con la digitalizzazione: sono entrambi potenziali strumenti di inclusione finanziaria secondo l’OCSE.  L’educazione finanziaria era già collegata alla sostenibilità, perché è sempre stata connessa ad una visione di lungo periodo e ad un futuro sostenibile, ma i temi ambientali, sociali e di governance oggi sono ancora più importanti. Ed occorre parlare di equità, per una ripresa inclusiva che possa beneficiare tutti ed in particolare i gruppi più fragili e vulnerabili. Occorre guardare inoltre non solo agli individui e alle famiglie, ma alle piccole e micro imprese, perché rivestono un ruolo fondamentale nel tessuto produttivo del nostro Paese e possono favorire la ripresa economica.

La pandemia sta cambiando il mondo intorno a noi ma rende ancora una volta l’educazione finanziaria più urgente. Dico spesso che c’è una analogia tra le malattie e l’analfabetismo finanziario. Entrambi:

  1. - Ci impediscono di vivere serenamente
  2. - Hanno le maggiori conseguenze sui gruppi più deboli
  3. - Hanno alti costi, per noi e per la società

 

In questi anni di lavoro, grazie in particolare all’OCSE, abbiamo capito che la prevenzione è sicuramente meglio della cura.

Continueremo a costruire il programma del prossimo triennio sulle indicazioni contenute nella Raccomandazione dell’OCSE.”

Scarica il testo della Raccomandazione nella traduzione italiana.

Articolo aggiornato il 20 gennaio 2021